giovedì 18 settembre 2014

#FDR14 La mia prima Festa della Rete: tante considerazioni e tante cose da fare.

#FDR14, Rimini, Social, eating, panel,

Lo scorso week end a Rimini ho preso parte alla mia prima Festa della Rete, adesso si chiama così ma forse molti di voi la conoscevano come Blogfest.

Di cose che mi hanno colpito ce ne sono state parecchie, il programma era fittissimo e io mi sono divisa tra vari panel, che poi non ho mica capito perché non li possono chiamare semplicemente incontri, dibattiti o che so io, forse panel fa più figo???

Ovviamente mi sono dedicata principalmente a quelli sul food ma ho ascoltato anche qualcosa sul fashion (visto il mio lavoro mi sembrava doveroso), sulle opportunità che da la rete per fare personal branding e ho anche assistito ad un corso di scrittura creativa: insomma come potrete immaginare una due giorni strapiena!!!!



Ora illustrarvi tutto passo passo non mi sembra davvero il caso perché vorrei evitare di annoiarvi, ma voglio raccontarvi gli incontri a cui ho assistito facendovi partecipi di alcune mie considerazioni, e scusatemi, avrei voluto essere breve ma non credo di esserci proprio riuscita.


#FDR14, Rimini, Social, eating, panel,


Parla come mangi! Digital Pr, social strategist, influencer, content manager: chi sono, cosa fanno, ma soprattutto perché lo fanno?

Allora, giusto a proposito dei paroloni di cui dicevo prima, ma parole normali e italiane no???
Io capisco che l'influenza della lingua anglosassone sia ormai un processo inarrestabile ma, rendere difficile e poco comprensibile un mondo già di per sé è poco chiaro ai molti come quello del web sicuramente non aiuta.
Il mondo del marketing e della comunicazione è sempre stato complicato: vendere idee, progetti, prospettive è certamente più difficile del vendere cose concrete e tangibili come tavoli, pane o bulloni.
Ma allora presentarsi ad un piccolo o medio produttore con un mega bigliettino da visita con scritto strategist marketing consulet planner blablabla in cosa secondo voi potrebbe aiutare???
Io non ho studiato in chissà quale illustre scuola di management ma credo che creare fin da subito un muro di diffidenza e reticenza con i nostri interlocutori non sia assolutamente la chiave vincente, la gente compra quello che comprende per cui bisogna iniziare col farsi capire!


Social Eating: l’invito a cena ti arriva dalla Rete.

Erano presenti gli ideatori di importanti cene social come Gnammo, Cena in Bianco, Cene ClandestineLa colazione della Domenica e la Foodie Geek Dinner.
Quello che è venuto fuori è un problema fondamentale: nel nostro paese appena ci si sposta al di fuori delle grandi città organizzare eventi diventa subito complicato, intere zone d'Italia (in particolare il Sud e di questo, da meridionale, me ne dispiaccio molto) sembrano non rispondere in alcun modo alla chiamata della Rete.
Allora vorrei porvi una domanda: è possibile fermare il progresso? 
La risposta è no!!!!!!!!
Mi spiace dirvelo ma è così per cui sveglia! Se non cerchiamo di recuperare e metterci al passo rischiamo di restare, come si suol dire, attaccati al palo.
Bisogna rendersi conto che eventi social, come ad esempio la Cena in Bianco, possono essere mezzo per promuovere città, piccoli borghi, realtà stupende del nostro paese che in altro modo faticherebbero a farsi conoscere ed apprezzare. Per non parlare poi delle opportunità di far Rete che le più svariate cene social possono offrire. 
E allora la domanda da farsi ancora più a monte è: ma ci rendiamo conto delle opportunità che la Rete ci sta offrendo? 
Vogliamo sfruttarle o preferiamo aspettare che siano altri a farlo per noi?


Social HR e Personal Branding

Al di là della scoperta di quante opportunità un social come Linkedin possa offrire, e prometto che mi ci applicherò di più, la considerazione importante da fare è: ognuno di noi deve imparare ad essere imprenditore di se stesso.
Imparare a vendere la propria immagine vuol dire anche, e soprattutto, fare ben attenzione a quello che mostriamo di noi in rete.
Ci rendiamo conto che tutto quello che postiamo quotidianamente concorre a creare la nostra immagine pubblica che, oltre ad essere  vista dai nostri amici, volente o nolente, viene osservata anche da colleghi, clienti, attuali e futuri datori di lavoro?


Professione Foodwriter: per scrivere di cibo non basta (più) aprire un blog.

No scusate, ma perché prima bastava?????
Che mi risulti essere food blogger non vuol dire necessariamente essere un food writer, e in questa affermazione sono la prima a mettersi in discussione.
Avere un food blog, nella maggior parte dei casi di ricette, vuol dire magari saper cucinare, saper fare delle belle foto e in alcuni casi partecipare ad eventi ai quali a volte nemmeno tu sai il perché sei stata invitata. 
Può essere divertente, può dare qualche piccola soddisfazione ma scrivere di cibo, farlo in modo serio così da poterci vivere e guadagnare uno stipendio è ben altra cosa, bisogna studiare, leggere, informarsi e soprattutto formarsi.
La cosa che però mi chiedo è: si può effettivamente parlare di food writing? 
Sono fermamente convinta che se una persona sa scrivere lo sa fare e basta, non credo che se avessimo chiesto a Cesare Pavese di scrivere di cibo avrebbe combinato un disastro.
Altra cosa che ho sentito ripetere più volte durante i panel di questi giorni: "se hai un blog di cucina non puoi solamente scrivere gnam e buono".
Grazie ma a questo penso che ci arriviamo tutti. Certo mi rendo conto che descrivere il cibo con i cinque sensi è senza dubbio una cosa  difficile ma credo che lo sia alla pari del descrivere un profumo o l'emozione di un viaggio. 
Per cui in fondo, quello che voglio dire è che non credo esista un vero e proprio food writing ma esista piuttosto il saper scrivere che poi, abbinato ad un forte interesse e studio del mondo del cibo, del vino e della convivialità portano al saper parlare di questo in modo coinvolgente e sagace.


Il vino può essere pop?

#FDR14, festa della rete, Rimini, vino, sommelier

Come prima cosa vorrei dire che conoscere Adua Villa è stato un onore e un piacere, una persona squisita, dalla grande preparazione e che soprattutto ha un idea del vino moderna e realmente pop!

Come sapete, negli ultimi mesi mi sono approcciata al mondo del vino studiando da sommelier ma quello che non sapete è che, con mio grande dispiacere, mi sono scontrata con l'autoreferenzialità di questo mondo, un mondo chiuso, fatto di paroloni arcani, di grandi conoscitori ma di scarsi comunicatori. 
Il vero problema è che tutto questo non fa bene a nessuno e in primis al vino, ai suoi produttori e a tutto il sistema economico che ci gira intorno. 
Basta paroloni arcani, cominciamo a parlare di vino in modo semplice, accessibile, divertente, e soprattutto facciamolo! 
Non è ammissibile che un paese che esporta vino per miliardi di euro ne investa solo 2 milioni all'anno in pubblicità. 
Mi rendo conto dei problemi che i produttori incontrano quotidianamente, problemi economici, gestionali e tutto quello che volete, ma bisogna  che inizino ad aprirsi e ad investire nel comunicare il proprio prodotto: produrre un ottimo vino ma poi non comunicarlo equivale quasi a non averlo prodotto!


Scrivere con stile: mini corso di scrittura creativa per blogger
Non ho mai frequentato un corso di scrittura e se pur cinque anni di liceo mi hanno certamente dato una sufficiente formazione, mi rendo conto che ci sono una miriade di piccoli accorgimenti e di esercizi che ognuno di noi può fare per migliorasi giorno dopo giorno.
Il corso, tenuto da Sabina Montevergine e Manuela Cervetti, è stato illuminante e consiglio a tutti voi di andare a sbirciare i loro 100 consigli per #scrivereconstile sul tuo blog: leggeteli e cimentatevi negli esercizi proposti, sono una miniera di spunti su cui riflettere e darsi da fare per migliorare!


A conclusione di tutti questi incontri e di tutte queste considerazioni ho deciso di stilare la mia piccola e personale To Do List (scusate, sarebbe una lista di cose da fare ma a furia di sentire tutte queste parole complicate e straniere mi sa che mi sto disitalianizzando anch'io), una lista che voglio condividere nella speranza che possa essere spunto motivazionale anche per altri:

1 - dedicare più tempo alla formazione in campo culinario: leggere più riviste specializzate, più blog stranieri, più libri sul mondo del cibo, osservare meglio gli altri per imparare a fare meglio io.
2 - iniziare a studiare seriamente comunicazione: bisogna darsi da fare perchè avere un'idea,  magari anche vincente, ma non saperla comunicare equivale a non averla! 
3 - esercitarmi nello scrivere: l'esercizio quotidiano aiuta a sviluppare le proprie capacità e io sono la prima a ritenere che nella vita ci si possa sempre migliorare.
4 - produrre sempre più contenuti di qualità: è una cosa a cui tengo molto e per questo il punto 1 sarà fondamentale.
5 - impegnarmi a conoscere sempre di più questo mondo ma al tempo stesso trovare il modo di comunicarlo agli altri in maniera semplice e diretta.

Cinque punti semplici ma che comportano tantissimo lavoro per cui speriamo proprio di farcela.

E nel bene o nel male, al di la degli elogi e delle polemiche, a me la Festa della Rete è piaciuta ed è stata di grande aiuto per cui ci vediamo un altr'anno a Rimini.

Baci
Manu



P.s. scusate ma non posso esimermi dal dirvi che se passate da Rimini dovete assolutamente andare a mangiare la piadina alla Cascina del Bosco: un'esperienza assolutamente dell'altro mondo!

#FDR14, Rimini, piadina, cascina del bosco

1 commento:

  1. Sono d'accordo con te sul fatto che uscendo fuori dalle grandi città, e in particolare al sud in generale, organizzare qualcosa, che si distacchi dagli eventi a cui la gente è abituata a partecipare, è difficile. In alcuni casi conoscere tante persone può aiutarti ma l'obiettivo dovrebbe essere quello di allargare il tuo giro di conoscenze e, soprattutto, di valorizzare e "far vivere" diversamente un territorio.
    A parte questo, mi pare di capire che ti sia divertita e sia stato tutto molto interessante. Magari l'anno prossimo verrò anche io ;)
    Relativamente alla to do list è quello che dovremmo fare, chi più chi meno, un po' tutti. Rimbocchiamoci le maniche :D

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