lunedì 28 ottobre 2013

Diario di una giovane sommelier in erba.


Buongiorno a tutti e buon inizio settimana!!!

Il week end è passato e una dura settimana ci aspetta, meno male che questa sarà più breve del solito visto che venerdì è festa, bella notizia direi :-)

Oggi niente ricette, finalmente vi parlo del mio corso da sommelier, si, finalmente, perché ci sono riuscita, ho iniziato!!!!

Come prima cosa devo dire che è stato molto difficile scegliere il corso, ho fatto tantissime ricerche, pensate che con il materiale raccolto sono riuscita addirittura a scriverci un articolo per le amiche di Bigodino, chi non lo avesse ancora letto lo trova semplicemente cliccando qui.

Alla fine però, devo dirvelo, la scelta si è basata più che altro su motivazioni logistiche, il corso AIS iniziava a breve proprio qui a Santa Margherita Ligure, a due passi da casa!!! Capite che colpo di fortuna?? Non potevo lasciarmelo scappare, andare a lezione qui è senza dubbio molto più comodo che andarci a Genova, sono pur sempre 30 minuti di autostrada da fare poi la sera a mezzanotte, si, avete capito bene! Le lezioni terminano davvero tardi!

Ma adesso andiamo al clou della questione: vi assicuro che non avete idea di quante cose sto imparando! Non so se voi che mi leggete siate esperti di vino o no, per quanto riguarda me, devo dirvi la verità, pur se ho sempre apprezzato il buon bere non ne capivo molto, e siccome mi ero stufata di non capire cosa mi mettessero nel bicchiere e, forte della convinzione che non si possa mangiare bene se non si beve altrettanto bene, ho deciso di fare questo adorato corso e ne sono davvero entusiasta per cui voglio proprio raccontarvi un po' di cose.

Prima lezione: la figura del Sommelier, le basi!

Questa è stata facile devo dirlo, ci hanno spiegato un po' quello che un sommelier deve fare e giusto per chiarire un punto fondamentale: un sommelier non è un cameriere ma soprattutto non è un mago! Non ci lasciamo incantare da quelli che sentono nei bicchieri gli aromi più assurdi, dalla rugiada di campo del primo mattino poggiata sulla margheritina, all'aroma di asfalto del centro di Milano, no, un sommelier studia a lungo e fa molta pratica per riuscire davvero a comprendere cosa compone un vino, la storia che questo ha avuto e la sua possibilità d'espressione nell'abbinamento con il cibo. E già qui, terminata la prima lezione, mi ero rassegnata, si torna a studiare!


Seconda lezione: Enologia, le vigne e i vigneti.

Ma voi lo sapevate che la vigna predilige i terreni sabbiosi? Si, proprio così, perché l'eccesso di acqua rende il sapore dell'uva meno intenso e quindi il vino meno pregiato. Inoltre, a differenza di altre coltivazioni in cui cerchi di ottenere il massimo, per l'uva, se vuoi avere un prodotto di buona qualità devi limitare il più possibile la produzione di uva per ettaro, si perché più uva produci e più la qualità si abbassa in quanto le piante sono costrette a suddividere maggiormente il nutrimento che prendono dal terreno, in realtà sembra una cosa alquanto ovvia però voi ci avevate mai riflettuto?

Terza lezione: Enologia, la vinificazione.

Ci ho messo trent'anni ma, finalmente, ho capito come si fa il vino rosè!!!!!!!!!!! Allora, detta così sembra bizzarra, ma partiamo dall'inizio.
La vinificazione si può fare in bianco, in questo caso l'uva bianca viene schiacciata, ripulita dalle bucce e dai vinaccioli, e il mosto inizia a fermentare già pulito.
Oppure si può vinificare in rosso, qui l'uva nera viene schiacciata e poi messa a macerare con ancora bucci e vinaccioli per un periodo che può andare dalle 24 ore ai 20 giorni, ed è in questo lasso di tempo che il vino rosso prende il suo colore ricavandolo dalle bucce, si, perché sono queste a dare il colore, non la polpa.
E in fine arriviamo al vino rosè! Questo in pratica si ottiene da uva nera, o da un misto di uva bianca e nera, vinificata in bianco, in pratica l'uva nera viene schiacciata ma le bucce vengono subito tolte per cui la quantità di colore  che il vino riesce a prendere è davvero minima, voi lo sapevate? Io no, ma finalmente l'ho so!!!!


Quarta lezione: Enologia, le componenti del vino.

Ve lo dico, questa è stata difficile! Per scrivere sono dovuta andare a riguardare gli appunti :-( Per iniziare diciamo che il vino è fatto in gran parte da acqua, e fin qui ci arrivavo da sola, poi ci sono le altre componenti, e qui invece, vi assicuro, che da sola non ci potevo proprio arrivare! Ci sono zuccheri, glucosio, fruttosio, arabinosio, glicerina,  solfati, cloruri, solfiti, acido tartarico, acido citrico, acido acetico, sostanze aromatiche, sostanze coloranti, insomma, un gran miscuglio!!!!
In particolare però mi sono rimasti impressi i tannini e gli antociani, diciamo che questi se la giocano davvero alla grande e da loro dipende, soprattutto per i rossi, il colore del vino! Per dirla semplicemente, gli antociani sono blu, i tannini gialli, la loro combinazione in un vino giovane fa si che, essendo gli antociani freschi, il vino sia di un bel rosso porpora intenso e brillante, poi, man mano che il tempo passa, invecchiando il vino, gli antociani decadono mentre i tannini no così il giallo diventi sempre più preponderante e i vini degradano verso il rosso granato, Insomma, conclusione: dal colore già, senza nemmeno assaggiarlo, si può capire lo stato di maturazione del vino, ma lo avreste mai detto?


Spero di non avervi annoiato, non so se tutto questo interessi e coinvolga voi al pari di come sta accadendo a me, ma spero di riuscire a trasmettermi almeno un pochino del mio entusiasmo. Così, se vi va, continuate a seguire il mio diario di una giovane sommelier in erba, ovviamente non posso raccontarvi tutto quello che facciamo a lezione, sarebbero dei post infiniti, ma cercherò di dirvi le cose più salienti e le curiosità più curiose :-)

Alla fine forse nessuno di noi diventerà davvero sommelier, inclusa io, ma spero che almeno ne capiremo qualcosina in più!

Allora a presto, alla prossima vi racconto delle degustazioni, ci sarà da ridere :-D

Baci
Manu

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